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L’identità del gruppo in formazione e patto formativo
Si lavorerà all’identità di gruppo degli operatori volontari che esprimeranno le loro idee sul servizio civile, le proprie aspettative, le motivazioni e gli obiettivi individuali. Il formatore, partendo dai concetti di “patria”, “difesa senza armi”, “difesa nonviolenta”, ecc., avrà come obiettivo la creazione nel volontario della consapevolezza che questo è il contesto che legittima lo Stato a sviluppare l’esperienza di servizio civile. Tale modulo, sarà propedeutico a tutti gli altri moduli.
Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale
Partendo dalla presentazione della legge n. 64/01, si evidenzieranno i fondamenti istituzionali e culturali del servizio civile nazionale, sottolineando gli elementi di continuità e di discontinuità fra il “vecchio” servizio civile degli obiettori di coscienza e il “nuovo” servizio civile volontario, con ampi riferimenti alla storia del fenomeno dell’obiezione di coscienza in Italia e ai contenuti della legge n. 230/98.
Il dovere di difesa della Patria
A partire dal dettato costituzionale, se ne approfondirà la sua attualizzazione anche alla luce della recente normativa e della giurisprudenza costituzionale. In particolare, si illustreranno i contenuti delle sentenze della Corte Costituzionale nn.164/85, 228/04, 229/04 e 431/05, in cui si dà contenuto al concetto di difesa civile o difesa non armata. Saranno inoltre inserite tematiche concernenti la pace e diritti umani alla luce della Costituzione italiana, della Carta Europea e degli ordinamenti delle Nazioni Unite.
La difesa civile non armata e nonviolenta
Questo modulo, nei contenuti, è strettamente collegato ai moduli di cui ai punti 2) e 3). Muovendo da alcuni cenni storici di difesa popolare nonviolenta, si presenteranno le forme attuali di realizzazione della difesa alternativa sul piano istituzionale, di movimento e della società civile. Nell’ambito di riferimenti al diritto internazionale si possono inoltre approfondire le tematiche relative alla “gestione e trasformazione nonviolenta dei conflitti”, alla ”prevenzione della guerra” e alle “operazioni di polizia internazionale”, nonché ai concetti di “peacekeeping”, “peace-enforcing” e “peacebuilding”.
La normativa vigente e la Carta di impegno etico
Verranno illustrate le norme previste dal legislatore, nonché quelle di applicazione che regolano il sistema del servizio civile nazionale.

La formazione civica
Il percorso di formazione o educazione civica serve non solo a fornire al giovane volontario la consapevolezza di essere parte di un corpo sociale e istituzionale che cresce e si trasforma nel tempo, ma anche a trasmettere allo stesso la conoscenza di quelle competenze civiche e sociali funzionali per vivere una “cittadinanza attiva”. Si illustrerà quindi il percorso che lega l’educazione civica alla cittadinanza attiva ricollegando i principi teorici ad azioni pratiche ed insegnando agli operatori volontari a tradurre in comportamenti ed azioni le idee e i valori sanciti dalla Carta costituzionale. Se il legislatore ordinario, nella legge istitutiva del 2001, ha posto tra le finalità del SCN il “contribuire alla formazione civica dei giovani”, il legislatore delegato nel 2002, nel confermare e ribadire tale concetto, ha inserito tra i contenuti obbligatori del corso di formazione generale “un periodo di formazione civica”. In questo modulo sarà approfondita la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Carta costituzionale e, quindi, dell’insieme dei principi, dei valori, delle regole e dei diritti e doveri in essa contenuti che costituiscono la base della civile convivenza e il quadro di riferimento indispensabile affinché i giovani volontari possano diventare cittadini attivi. Sarà analizzata la funzione ed il ruolo degli organi costituzionali, i loro rapporti, dando particolare risalto all’organizzazione delle Camere e all’iter di formazione delle leggi.
La solidarietà e le forme di cittadinanza
In questo modulo si partirà dal principio costituzionale di solidarietà sociale e dai principi di libertà ed eguaglianza per affrontare il tema delle limitazioni alla loro concretizzazione. In tale ambito saranno possibili riferimenti alle povertà economiche e all’esclusione sociale, al problema della povertà e del sottosviluppo a livello mondiale, alla lotta alla povertà nelle scelte politiche italiane e negli orientamenti dell’Unione Europea, al contributo degli Organismi non Governativi. Verrà inoltre presentato il concetto di cittadinanza e di promozione sociale, come modo di strutturare, codificando diritti e doveri, l’appartenenza ad una collettività che abita e interagisce su un determinato territorio; si insisterà sul concetto di cittadinanza attiva, per dare ai volontari il senso del servizio civile come anno di impegno, di condivisione e di solidarietà. Si evidenzierà il ruolo dello Stato e della società nell’ambito della promozione umana e della difesa dei diritti delle persone ed il rapporto tra le istituzioni e le organizzazioni della società civile. Inoltre, partendo dal principio di sussidiarietà, si potranno inserite tematiche concernenti le competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nei vari ambiti in cui opera il servizio civile, con riferimenti al Terzo Settore nell’ambito del welfare. Sarà infine importante assicurare una visione ampia di queste tematiche, nel senso di evidenziare sempre le dinamiche internazionali legate alla globalizzazione che investono anche le questioni nazionali e territoriali e di offrire un approccio multiculturale nell’affrontarle.
La protezione civile
In questo modulo verranno forniti elementi di protezione civile intesa come collegamento tra difesa della Patria e difesa dell’ambiente, del territorio e delle popolazioni. Si evidenzieranno le problematiche legate alla previsione e alla prevenzione dei rischi, nonché quelle relative agli interventi di soccorso.
La rappresentanza dei volontari nel servizio civile
Una delle forme di partecipazione e di cittadinanza attiva che si presenteranno ai volontari durante l’anno di servizio civile, sarà la possibilità pratica di partecipare e di candidarsi alle Elezioni per i Rappresentanti regionali e nazionali dei volontari in SCN. Sarà dunque illustrato ai volontari tale possibilità, inserita nel contesto della cittadinanza agita, il suo funzionamento ed importanza, anche come presa in carico di un comportamento responsabile, le cui conseguenze potranno essere visibili solo in tempi medio lunghi, ma non per questo meno importanti. Saranno previste testimonianze dirette di giovani che hanno vissuto l’esperienza rappresentativa negli anni precedenti o anche di quelli contemporanei alla realizzazione dell’anno di realizzazione progettuale.

Presentazione dell’enteIn questo modulo, verranno presentate la storia, le caratteristiche specifiche e le modalità organizzative ed operative dell’Ente accreditato.
Il lavoro per progettiQuesto modulo, collegato al precedente, illustrerà il metodo della progettazione nelle sue articolazioni, compresa la fase della valutazione di esito, di efficacia ed efficienza del
progetto e la valutazione della crescita umana dei volontari in servizio civile. Utile sarà presentare lavori svolti negli anni precedenti dai volontari dell’Ente o anche di Enti collaterali.
L’organizzazione del servizio civile e le sue figureSaranno presentate agli operatori volontari i settori in cui opera il Servizio Civile Universale, le figure previste (OLP, RLEA, altri volontari etc.) che consentono il funzionamento del sistema e le relative responsabilità, nonché gli organismi che ne determinano le dinamiche. Saranno inoltre presentati gli enti sovrastrutturali e il loro ruolo (UNSC, le Regioni e le Province autonome). Un ulteriore approfondimento sarà fatto sulla rete dei Partner e sulla loro funzione all’interno del sistema servizio civile.
Disciplina dei rapporti tra enti e volontari del servizio civile nazionaleIn tale modulo verrà presentato e illustrato ai volontari le “Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del servizio civile universale”, (dPCM del 14 gennaio 2019) in tutti i suoi punti.
Comunicazione interpersonale e gestione dei conflittiLa comunicazione ha un ruolo fondamentale nelle dinamiche sociali, ancora di più essa rappresenta l’anello più debole nei rapporti interpersonali e di gruppo se non viene adeguatamente utilizzata. I giovani operatori volontari avranno la possibilità di soffermarsi sulle criticità legate alla cattiva/scarsa comunicazione e da queste trarre, con esercitazioni in aula, le giuste considerazioni, soprattutto avranno la possibilità, attraverso la autoanalisi, di allenarsi nell’acuire la capacità di empatia e di comunicazione positiva e proattiva verso i membri del proprio gruppo ma anche verso l’esterno.